Violazione delle misure restrittive UE: in vigore il nuovo Decreto che inasprisce le risposta sanzionatoria e introduce la responsabilità '231'

Il 9 gennaio 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo n. 211 del 30 dicembre 2025, che dà attuazione alla Direttiva UE 2024/1226.

Il provvedimento, la cui entrata in vigore è fissata per il giorno 24 gennaio 2026, introduce una riforma organica volta ad armonizzare e, al contempo, a inasprire la risposta sanzionatoria contro la violazione e l’elusione delle misure restrittive (sanzioni) dell’Unione europea.

Le novità principali riguardano, tra il resto:

• Nuove fattispecie di reato: È stato inserito nel codice penale il nuovo Capo I-bis (Dei delitti contro la politica estera e la sicurezza comune dell’Unione europea). Le nuove norme puniscono severamente la violazione di divieti commerciali e finanziari (art. 275-bis c.p.), l'omessa comunicazione di fondi appartenenti a soggetti designati (art. 275-ter c.p.) e la violazione delle condizioni di autorizzazione (art. 275-quater c.p.).

Responsabilità degli enti (D.Lgs. 231/2001): Viene introdotto il nuovo articolo 25-octies.2, che inserisce i nuovi reati nel catalogo dei reati presupposto. La riforma prevede un cambio di paradigma sanzionatorio: le sanzioni pecuniarie per le aziende saranno calcolate in percentuale sul fatturato globale annuo (dall’1% al 5% per le violazioni più gravi), abbandonando il tradizionale sistema delle quote.

Estensione della giurisdizione: La punibilità è estesa anche ai fatti commessi all’estero da cittadini italiani.

Gli operatori economici interessati dovranno conseguentemente avviare celermente l’attività di risk assessment e di adeguamento dei Modelli Organizzativi, in prospettiva prevenzionale, così da fronteggiare tempestivamente i nuovi rischi, nell'ottica di assicurare la compliance normativa.